Perché bisogna sempre diffidare dei pentiti

Visto da Parigi, il concorso esterno per associazione mafiosa è difficile da afferrare. L’avvocato Daniel Soulez Larivière, per esempio, che ha denunciato “Il circo mediatico-giudiziario” (Liberilibri editore, 1994) e ha analizzato la vittimizzazione crescente della società contemporanea (con Caroline Eliacheff, ed. Albin Michel, 2007) non sa molto di mafia ma un’idea se l’è fatta. “Dei pentiti diffido sempre – dice al Foglio – tanto più se se la prendono sempre col più grosso e il più bello”. Leggi Il reato di chiacchiera di Giuliano Ferrara - Leggi Un mostro si aggira per le procure. Il concorso esterno - Leggi Breve storia di una degenerazione giuridica - Leggi Come difendersi da uno Spatuzza che darà di mafioso a Berlusconi
30 NOV 09
Ultimo aggiornamento: 23:04 | 11 AGO 20
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E se c’è la volontà di non vedere? Se uno sa e fa finta di niente? “Non poteva non sapere: è l’eterno tema della giustizia, dai tempi degli antichi greci. Persino di Edipo si può dire che sapeva tutto, chi era la madre, il fratello, il padre. Non poteva non sapere…”. Quando però uno insiste sulla natura giurisprudenziale del caso di specie, spiegando come il concorso esterno sia il risultato della pratica giudiziaria corrente, l’avvocato francese non si scompone: “La giurisprudenza ha una sua utilità repressiva. In materia finanziaria, in Francia è servita ad allargare il campo della repressione, permettendo di lottare contro la corruzione attraverso il reato di abuso di beni sociali. E’ una tendenza comune a tutti i paesi: non è che siccome un reato non sta scritto nel codice non è possibile”. Ma così non si rischia di arrivare a una sorta di degiuridizzazione della responsabilità penale? “Il vostro sistema giudiziario è molto complicato. Manipulite ha demolito un’intera classe politica con tutte le sue vergogne e le sue qualità. Il risultato è Berlusconi, e la giustizia che vuole surrogare la politica. In Francia, per 20 anni abbiamo avuto lo stesso conflitto tra giustizia e politica. I politici pensavano di essere extraterritoriali e viceversa. E alla fine, seppur con difficoltà, da noi si è raggiunto un nuovo equilibrio”.